
La condanna del 2018 che ha segnato una tappa nella tutela dei consumatori! L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato due giganti dell’elettronica, Apple e Samsung, accusati di obsolescenza programmata. Questo provvedimento ha aperto la strada a un dibattito più ampio sulle pratiche delle aziende hi-tech e sulla necessità di una maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori.
Cosa significa ? In sostanza, l’AGCM ha accertato che queste aziende non hanno informato correttamente i consumatori sull’invecchiamento precoce dei loro smartphone. Molti utenti hanno segnalato un rallentamento improvviso del proprio telefono dopo un aggiornamento software, un problema che spesso viene percepito come un invito implicito a sostituire il dispositivo con uno più recente. Proprio il passaggio a una nuova versione del sistema operativo, invece di migliorare le prestazioni, ha causato gravi disfunzioni e ridotto significativamente la velocità dei dispositivi, accelerandone la sostituzione e danneggiando i consumatori.
Secondo l’indagine, Samsung ha spinto i possessori di Galaxy Note 4 (uscito nel 2014) ad aggiornare ad Android Marshmallow, progettato per il modello più recente Note 7, senza informare sui problemi di compatibilità hardware che ne sarebbero derivati. Per le riparazioni fuori garanzia, la casa sudcoreana ha inoltre imposto costi elevati, rendendo difficile per molti utenti mantenere i loro dispositivi funzionanti senza dover acquistare un nuovo modello.
Apple, invece, ha esortato gli utenti di iPhone 6 e 6s (usciti tra il 2014 e il 2015) a installare iOS 10, sviluppato per l’iPhone 7, senza chiarire che avrebbe comportato maggiori richieste di energia e possibili spegnimenti improvvisi. Successivamente, Apple ha rilasciato un aggiornamento (iOS 10.2.1) per mitigare questi problemi, senza avvisare che avrebbe ridotto le prestazioni dei dispositivi. Inoltre, fino al 2017, Apple non ha fornito informazioni adeguate sulla durata e sulla manutenzione delle batterie agli ioni di litio, omettendo di indicare le procedure per preservarne la funzionalità. Questo ha portato a una crescente sfiducia nei confronti del marchio e ha sollevato interrogativi sulle pratiche adottate da altre aziende del settore.
La multa è stata significativa: 10 milioni di euro per Apple e 5 per Samsung. Entrambe le aziende sono state obbligate a pubblicare sui loro siti una dichiarazione rettificativa con un link alla decisione dell’AGCM. Questo provvedimento ha rappresentato un segnale forte per l’intero settore tecnologico, costringendo le aziende a rivedere le proprie strategie di aggiornamento software e di supporto ai dispositivi più datati.
Evoluzione del mercato e nuove soluzioni
Da questa storica sentenza, il dibattito sull’obsolescenza programmata ha portato ad alcune importanti novità. Alcuni produttori hanno adottato strategie più sostenibili per allungare la vita dei dispositivi. Fairphone, ad esempio, ha lanciato smartphone modulari che consentono la sostituzione di componenti come batteria e fotocamera, con una garanzia di 5 anni. Anche Nokia ha introdotto nel 2023 il modello G22, progettato per essere facilmente riparabile con kit dedicati e pezzi di ricambio accessibili. Questi sviluppi rappresentano un passo avanti verso un’elettronica più sostenibile e rispettosa dell’ambiente.
Parallelamente, alcune scelte recenti stanno facendo discutere. Un aggiornamento di Android previsto per il 2024 potrebbe impedire l’accesso ad app essenziali su dispositivi non aggiornati, ufficialmente per motivi di sicurezza. Questa misura, però, potrebbe escludere milioni di utenti, alimentando ulteriori accuse di obsolescenza programmata. Le associazioni dei consumatori stanno monitorando la situazione e potrebbero intervenire per chiedere maggiore flessibilità nelle politiche di aggiornamento dei produttori di software.
Come proteggersi dall’obsolescenza programmata
Per contrastare questa pratica, i consumatori possono adottare alcune strategie:
Manutenzione regolare: proteggere il telefono con cover e pellicole, pulire le porte di ricarica e ottimizzare la memoria per evitare rallentamenti.
Aggiornamenti consapevoli: valutare attentamente se installare nuovi aggiornamenti, specialmente su dispositivi più datati, leggendo le recensioni di altri utenti prima di procedere.
Sostituzione della batteria: invece di cambiare telefono, verificare se è possibile sostituire la batteria con una nuova, magari rivolgendosi a centri specializzati o utilizzando servizi ufficiali del produttore.
Riparazioni fai-da-te: consultare guide online o rivolgersi a centri specializzati per piccole riparazioni, evitando di spendere cifre esorbitanti per interventi non necessari.
Acquisto consapevole: scegliere dispositivi progettati per durare e facilmente riparabili, come quelli che offrono supporto software a lungo termine e pezzi di ricambio accessibili.
La battaglia contro l’obsolescenza programmata continua, e il caso Apple-Samsung ha acceso i riflettori su un problema che riguarda milioni di consumatori. Se hai sperimentato rallentamenti sospetti sul tuo smartphone, puoi segnalare il caso alle associazioni dei consumatori, che stanno raccogliendo adesioni per una possibile class action. Inoltre, molte nazioni stanno discutendo nuove normative per garantire ai consumatori il diritto alla riparazione e per imporre trasparenza sulle politiche di aggiornamento software.